I documenti raccolti in questa sezione permettono di approfondire le tematiche legate ai mission related investment, allo sviluppo infrastrutturale dei territori, all’impatto sociale e alla ricaduta sociale e ambientale degli investimenti nel tempo.

15.06.2017

Banca d’Italia: per il Piemonte previsioni positive in un quadro di incertezza

Il 14 giugno al Centro Congressi Torino Incontra la Banca d’Italia ha presentato il rapporto annuale: “L’economia del Piemonte“. Il documento analizza l’evoluzione della congiuntura e le trasformazioni della struttura finanziaria e produttiva della regione.

Secondo Banca d’Italia nel 2016 è proseguita in Piemonte la fase di moderata ripresa dell’attività economica; vi ha contribuito soprattutto la domanda interna, in presenza di un indebolimento di quella estera. Il PIL sarebbe cresciuto dello 0,8 per cento, secondo stime preliminari di fonte Prometeia, pressoché in linea con la media italiana.

Nel 2015 era tornato ad aumentare dopo tre anni consecutivi di recessione, grazie alla significativa ripresa nell’industria e a quella più contenuta nei servizi. Il miglioramento della congiuntura è proseguito nei primi mesi del 2017. Pur in un contesto che rimane caratterizzato da elevata incertezza, le previsioni formulate dagli operatori per il complesso dell’anno sono positive: il fatturato delle imprese aumenterebbe ulteriormente, trainato anche dalla ripresa della domanda estera; proseguirebbe la fase di moderata crescita degli investimenti.

Social Impact Bond: primo progetto nazionale per il reinserimento dei detenuti

Parte da Torino il primo progetto nazionale di social impact bond per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute, promosso da Fondazione CRT, azionista di Equiter, e Human Foundation.

A fare da apripista sarà la casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino che, per prima in Italia, utilizzerà gli strumenti finanziari pay by result per ridurre la recidiva dei detenuti. In sostanza, meno detenuti rientreranno in carcere dopo il percorso di reinserimento, maggiore sarà il risparmio per la Pubblica Amministrazione e, quindi, per l’intera collettività.

11.05.2017

Private Equity Monitor: pubblicato il rapporto 2016

Pubblicato il Rapporto sul mercato del Private Equity nel 2016, realizzato dall’osservatorio Private Equity Monitor.

Dopo anni di alti e bassi, il 2016 conferma la decisa ripresa registrata nel 2015, evidenziando un livello significativo dell’attività di investimento, che già dallo scorso anno è tornata ad attestarsi sui livelli precedenti alla crisi. Nel corso dell’anno, infatti, il livello di attività si è mostrato particolarmente intenso ed il numero delle operazioni concluse, 100, lo dimostra (lo scorso anno erano 108, un dato che non veniva registrato dal 2008, ma è importante ricordare che nel 2013 ne erano state realizzate solamente 63).

I buy-out si confermano, come lo scorso anno, le operazioni a cui gli investitori hanno fatto più ricorso, a discapito delle operazioni di minoranza. Tale categoria di operazioni conferma ancora una volta il proprio ruolo di leadership indiscussa all’interno del mercato.

28.03.2017

Convegno AIFI: Il mercato italiano del private equity, venture capital e private debt nel 2016

Il 27 marzo a Milano, in occasione del convegno annuale AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt), sono stati presentati i risultati dell’analisi condotta da AIFI, in collaborazione con PwC – Transaction Services, sul mercato italiano del capitale di rischio. Ecco in sintesi i risultati dello studio:

Raccolta private equity e venture capital pari a1.313 milioni di euro(-47%) rispetto ai 2.487 milioni del 2015; raccolta private debt a 632 milioni (+65%), era 383 milioni di euro nel 2015;
Numero operazioni nel private equity e venture capital: 322 (-6%) rispetto alle 342 dell’anno precedente; Operazioni nel private debt: 65 (+51%) erano 43 nel 2015;
Il buyout è primo per ammontare, il 70% delle risorse è stato investito in questa tipologia di operazione; a seguire le infrastrutture con il 12%;  l’early stage è invece in testa per il numero di deal realizzati: 128 che rappresentano il 40% del mercato; il buyout segue con 98 operazioni pari al 30%;  expansion in crescita nell’ammontare (+132%) ma in diminuzione per numero di operazioni (-12%);
Disinvestimenti private equity e venture capital: ammontare in crescita a 3.656 milioni di euro (+26%) mentre cala il numero delle exit a 145 (-19%)

Nord-Ovest: le grandi opere infrastrutturali avanzano a rilento

Il progetto OTI Nord Ovest, a cui partecipano Assolombarda, Unione Industriale di Torino e Confindustria, effettua un monitoraggio costante sulle grandi opere infrastrutturali necessarie al rafforzamento del sistema dei trasporti del Nord Ovest.

Proprio in questi giorni è stato pubblicato lo studio annuale di OTI, aggiornato al gennaio 2017, che fotografa un quadro solo parzialmente positivo: avanzano i grandi assi ferroviari e viari che consentiranno di completare le tratte italiane dei corridoi europei, mentre i nodi infrastrutturali metropolitani di Milano, Torino e Genova registrano importanti ritardi. Anche per il terzo valico l’avanzamento dei lavori è inferiore alle attese e si prevede il passaggio dei primi treni solo per il 2022. Occorre affrontare queste criticità per frenare il rilancio del Nord Ovest e dell’intera economia italiana.

Inoltre, l’apertura del tunnel del Gottardo, sta spingendo verso il porto di Rotterdam le merci di Svizzera, Germania e dello stesso Nord Italia. Se è vero che a partire dal 2015 la situazione economica del Nord Ovest è migliorata, occorre registrare come la ripresa sia lontana dall’essere robusta, non interessi tutti i settori, e permangano l’incertezza e il rischio di una inversione di tendenza. Per dare gambe alla ripresa occorre, dunque, tornare ad investire nelle infrastrutture e nella mobilità, nell’innovazione tecnologica, nei settori economici più promettenti.

Jessica Sardegna: l’analisi IFEL sugli strumenti di ingegneria finanziaria nel POR FESR 2007-2013

Fondazione Ifel ha di recente pubblicato un paper a titolo “Strumenti Finanziari per gli investimenti pubblici nella Politica di coesione 2014-2020 – Orientamenti all’uso dei fondi per progetti locali generatori di entrate”, con l’obiettivo individuare i primi orientamenti operativi per utilizzare i futuri Strumenti Finanziari cofinanziati dai Fondi Strutturali Europei.

Questo paper ha il pregio di abbandonare l’approccio teorico tipico di tante pubblicazioni sull’argomento e di indicare modelli operativi e linee guida per valutare e predisporre una particolare tipologia di investimenti, quelli capaci di attrarre risorse da strumenti revolving che presuppongono la rigenerazione del capitale investito. Per Equiter questo documento è particolarmente interessante in quanto il Capitolo 5 si sofferma sugli strumenti di Ingegneria Finanziaria nel POR FESR Sardegna 2007-2013, all’interno dei quali Equiter ha messo in atto l’iniziativa Jessica, sviluppata da Commissione Europea e Banca Europea degli Investimenti.

Il programma Jessica è nato per assicurare la sostenibilità a lungo termine attraverso il carattere rotativo dei Fondi Strutturali, la cui restituzione al termine dei progetti consentirà una ricostituzione automatica delle risorse messe a disposizione, con un conseguente effetto moltiplicativo. La natura rimborsabile dei contributi ha determinato una specifica redditività degli interventi cofinanziati e il contemporaneo coinvolgimento di soggetti privati nel processo di investimento, attraendo in questo modo risorse aggiuntive.

Questa impostazione supera di fatto la logica del finanziamento al 100% a fondo perduto, che tradizionalmente ha contraddistinto i contributi agli investimenti effettuati dagli Enti Locali. La Regione Sardegna ha avviato la costruzione dell’iniziativa Jessica a partire dal 2011 con l’obiettivo di migliorare la capacità di strutturare operazioni di rigenerazione urbana, efficientemente energetico e di promozione delle fonti di energia rinnovabile. Equiter, in particolare, ha concentrato la sua attività di advisory al fondo dedicato all’efficienza energetica e ha seguito lo 29 progetti di differente portata sul territorio della regione.

Gli autori del paper concludono la loro ricognizione sull’iniziativa Jessica in Sardegna con un giudizio positivo. Il programma non solo ha impiegato la totalità delle risorse a disposizione, ma ha consentito alle strutture regionali coinvolte di acquisire significative esperienze e competenze. La funzione di Jessica è definita come “pedagogica” poiché ha dimostrato che le opere pubbliche possono essere realizzate non solo con contributi a fondo perduto, ma che esistono strumenti finanziari capaci di mobilitare risorse importanti anche quando l’economia rallenta.

La finanza che include: investimenti a impatto sociale per una nuova economia

Il rapporto è la sintesi del lavoro svolto dall’Advisory Board italiano della Social Impact Investment Taskforce (SIIT) che ha aggregato per due anni oltre 100 esperti del settore e contiene un’analisi articolata dell’ecosistema dell’impact investing in Italia.

Il rapporto è stato presentato alla Camera dei deputati, nell’Aula del Palazzo dei Gruppi parlamentari nel settembre 2014, in contemporanea con il rapporto internazionale e con i rapporti degli altri Paesi membri della Social Impact Investment Taskforce.