I mission related investment e la finanza di impatto favoriscono lo sviluppo locale, la competitività e l’occupazione e, contemporaneamente, attivano un effetto moltiplicatore nelle aree di intervento. L’efficacia di questi investimenti viene valutata sia attraverso i rendimenti finanziari conseguiti, sia attraverso l’impatto socio-economico generato.

Mission Related Investment: coniugare redditività e impatto sociale

Carla Ferrari, CFO di Compagnia di San Paolo e Presidente di Equiter, ha partecipato al Forum sulle Fondazioni di origine bancaria organizzato a Torino dal 23 al 25 novembre da Mondo Institutional. Intervenendo alla tavola rotonda sugli investimenti legati alla missione, Carla Ferrari ha ricordato innanzitutto le due componenti del patrimonio della Compagnia: quella diversificata e quella strategica, all’interno della quale, oltre alla partecipazione in Intesa Sanpaolo, CDP e Banca d’Italia, sono compresi gli MRI, gli investimenti legati alla missione.

Fin dall’inizio degli anni 2000 la Compagnia di San Paolo ha destinato risorse agli investimenti a sostegno dello sviluppo locale e, in particolare, quelli che prevedevano la creazione di occupazione stabile nel tempo. La Compagnia di San Paolo nel Piano strategico 2017-2020 ha poi scelto di aumentare da 175 a 400 milioni l’ammontare delle risorse destinate ai mission related investments, consapevole dell’importanza di questa attività di investimento anche in una logica di possibile “ibridazione” con quella erogativa, come si potrebbe ipotizzare nei settori della cultura, della ricerca e dell’innovazione.

Carla Ferrari ha quindi ricordato che gli MRI devono quindi sempre essere valutati sulla base del binomio rischio-rendimento. A questo proposito – ha sottolineato – è necessario non sottovalutare mai il fattore liquidità, poiché gli MRI sono realizzati prevalentemente o mediante fondi o attraverso investimenti in infrastrutture. Bisogna quindi operare delle scelte affinché in fase di exit siano garantite sia la redddività che l’impatto sociale.

Carla Ferrari ha poi evidenziato che nel 2015 la Compagnia di San Paolo ha realizzato un’operazione di razionalizzazione dei propri investimenti collegati alla missione entrando a far parte di Equiter, società appartenente al gruppo Intesa San Paolo con un considerevole track-record quale investitore e advisor nel settore delle infrastrutture a sostegno delle economie locali. A partire dal 2015, con l’ingresso nel capitale sociale delle Compagnia di San Paolo e, nel giugno 2016, con l’ingresso nel capitale societario della Fondazione Crt, Equiter è divenuta una società dedicata allo sviluppo dei Mission Related Investment e dell’impact investment. Attraverso Equiter, l’investitore “consapevole e paziente Fondazione”, valuta un investimento affiancando ai classici criteri finanziari anche quelli riguardanti l’impatto sociale generato dagli stessi.

Infine Carla Ferrari ha ricordato che, oltre all’impegno in Equiter, la Compagnia di San Paolo dedicherà parte dei suoi MRI ai settori della cultura, della sanità, della ricerca e dell’innovazione.

XXII Rapporto ACRI: crescono le erogazioni anche nel 2016. Si rafforza l’impegno negli MRI

Il 21 luglio è stato pubblicato il XXII Rapporto annuale sulle Fondazioni di origine bancaria relativo all’esercizio 2016 curato da ACRI. Il patrimonio contabile delle Fondazioni di origine bancaria, in base ai bilanci chiusi al 31 dicembre 2016, ammonta a 39,7 miliardi di euro e costituisce circa l’86% del totale di bilancio, che assomma a 46,3 miliardi di euro. Tra le 5 maggiori Fondazioni figurano due degli azionisti di Equiter, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt, rispettivamente la seconda e la terza per dimensioni patrimoniali, nella classifica guidata dalla la Fondazione Cariplo.

Per il terzo anno consecutivo le erogazioni delle Fondazioni di origine bancaria sono in crescita e superano il miliardo di euro: nel 2016 si sono attestate infatti a oltre un miliardo di euro con un incremento del 10% rispetto all’esercizio precedente, a conferma del costante impegno per lo sviluppo sociale ed economico delle comunità e del Paese, con oltre 20mila interventi in vari settori di interesse collettivo. Nel 2016 il settore del welfare ha ricevuto oltre il 40% delle erogazioni a fondo perduto totali con 413 milioni di euro. Seguono i settori di Arte, attività e beni culturali, con 260,9 milioni di euro, pari al 25,3% del totale erogato, Ricerca e Sviluppo vanno 124,2 milioni, Sviluppo locale 101,4 milioni e Educazione, istruzione e formazione 97,2 milioni.

Altro elemento di rilievo messo in luce del Rapporto Acri 2016 è la crescita, a fianco alla tradizionale attività erogativa, dell’impegno delle Fondazioni nei cosiddetti mission related investment (MRI), ambito in cui opera Equiter. Il rapporto conferma infatti come questi investimenti si stiano affermando come strumento attraverso i quali le Fondazioni riescono a moltiplicare l’effetto della propria azione nei settori di intervento, indirizzando sugli stessi sia gli investimenti che i proventi da essi generati. Inoltre, il rapporto ACRI mostra come i mission related investment siano presenti nel panorama delle Fondazioni in particolare nella forma di investimenti partecipativi in società la cui attività è rivolta allo sviluppo economico dei territori di riferimento.

Seppur senza un esplicito riferimento Equiter è citata come “un’operazione di razionalizzazione degli investimenti collegati alla missione effettuata da una fondazione (Compagnia di San Paolo Ndr) che ha costituito una società dedicata alla gestione degli MRI. A tale nuova società la fondazione ha conferito tutte le quote di fondi mission related“. Rispetto all’analisi di ACRI la compagnie societaria di Equiter è ulteriormente evoluta nella direzione della specializzazione sui mission related investment con l’ingresso nel capitale societario della Fondazione Crt, che nel giugno 2016 ha acquisito il 24,2% delle quote societarie. Intesa Sanpaolo, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt, fanno di Equiter il primo esempio italiano di società prevalentemente dedicata allo sviluppo del Mission Related Investment.

Equiter investe nel fondo Tages Helios

La Presidente Carla Ferrari: “La sottoscrizione di quote del fondo Tages Helios è un esempio efficace di Mission Related Investment: un investimento in energie rinnovabili che coniuga rendimento economico e positivo impatto ambientale”.

Torino, 13 giugno 2017. Equiter ha perfezionato il proprio investimento nel Fondo Tages Helios, fondo comune di investimento alternativo (FIA) immobiliare di tipo chiuso di diritto italiano, istituito e gestito da Tages SGR, che ha come obiettivo l’investimento in impianti fotovoltaici già in esercizio e situati tutti sul territorio italiano. L’attività di fund raising della SGR è terminata con una raccolta totale di 253 milioni di euro, sottoscritta da primarie istituzioni finanziarie italiane tra cui alcune tra le maggiori compagnie assicurative, fondazioni bancarie e fondi pensione.

La Presidente Carla Ferrari ha espresso “soddisfazione per questo nuovo investimento di Equiter nel settore delle energie rinnovabili. La sottoscrizione di quote del Fondo Tages Helios è infatti un esempio efficace di Mission Related Investment, investimenti anche in infrastrutture che coniugano rendimento economico e positivo impatto ambientale, coerenti con gli obiettivi dei nostri azionisti Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt e Intesa Sanpaolo. Gli impianti del Fondo – sottolinea la Presidente – generano energia per circa 215 GWh all’anno, sufficiente a soddisfare il fabbisogno di elettricità di 80.000 famiglie e consentono un risparmio annuo di emissioni in atmosfera pari a 115.000 tonnellate di CO2 sull’intero territorio nazionale.

Negli ultimi anni, il mercato italiano del fotovoltaico è stato caratterizzato da un aumento considerevole nella potenza installata, che ha raggiunto i 19.000 MWp distribuiti su oltre 550.000 impianti, portando l’Italia al quinto posto a livello mondiale in termini di capacità (dietro Cina, Germania, Giappone e USA) e permettendole di soddisfare oltre del 10% della domanda energetica complessiva. Tages Helios è già oggi il terzo operatore di impianti fotovoltaici in Italia, con una capacità installata complessiva di 157 MWp.

Profumo a La Stampa: “Nord-Ovest a un punto di svolta”

Istruzione, innovazione, lavoro: sono le tre parole chiave su cui Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo, scommette per disegnare le prospettive del Nord-Ovest, i tre elementi fondamentali del piano strategico elaborato negli uffici di corso Vittorio Emanuele II. “Il territorio è al punto di svolta: se non innova rischia il declino”. Leggi l’intervista completa.

Finanza a impatto sociale: 3 miliardi nel 2020

Ritorno finanziario e impatto socio economico misurabile: è l’impact investing, il cui volume di affari si stima possa raggiungere i 3 miliardi di euro nel 2020. Questo l’orizzonte di medio periodo della finanza d’impatto secondo le stime di Tiresia, centro studi del Politecnico di Milano, che individua in 28 miliardi di euro il suo bacino potenziale.

Grandi investitori come Ubs, Merril Lynch e Deutsche Bank hanno già negli anni scorsi hanno lanciato i primi impact funds, immediatamente seguiti dai governi della Gran Bretagna e degli Stati Uniti. Lo scenario è in evoluzione anche in Italia dove le fondazioni bancarie (Compagnia di San Paolo e Cariplo in testa) e diversi soggetti privati stanno concentrando il proprio interesse sulla finanza sociale.

Il nuovo piano strategico della Compagnia di Sanpaolo raddoppia i Mission Related Investment

Il 25 gennaio al Teatro Regio di Torino la Compagnia di San Paolo ha presentato il suo Piano Strategico 2017-2020. Un piano che intende mobilitare 600 milioni di euro in quattro anni e che ha l’obiettivo di stimolare lo sviluppo locale attraverso una interconnessione sempre più stretta tra educazione, ricerca, innovazione sociale e trasferimento tecnologico. L’iniziativa della Compagnia di San Paolo si inserisce contesto economico in evoluzione: il Nord Ovest del Paese è ancora alle prese con una profonda trasformazione del proprio tessuto economico e sociale. In Piemonte più che altrove, infatti, la crescita del periodo tra il 2000 e il 2008 è stata annullata e ha continuato a scendere fino
al 2014. Anche se la situazione economica nel Nord Ovest è migliorata a partire dal 2015, la ripresa non può essere descritta come robusta e permangono l’incertezza e il rischio di una nuova inversione di tendenza.

Gli anni di crisi hanno lasciato un’eredità pesante: la popolazione è invecchiata rapidamente, l’alternanza tra crisi e fasi di ripresa ha dato come risultato la riduzione della ricchezza prodotta e si è registrato un consistente aumento della disoccupazione che colpisce soprattutto i giovani. Torino e il Piemonte hanno, dunque, bisogno di risorse da destinare agli investimenti. Se i bilanci pubblici appaiono sempre più rigidi e le uniche risorse su cui si può fare affidamento sono quelle provenienti dai Fondi Strutturali dell’Unione Europea, è sempre più necessario stimolare la competitività dei territori attraverso investimenti in partenariato pubblico e privato. È anche per questa ragione che Compagnia di San Paolo ha più che raddoppiato i mission related investments, che passano da 175 a 400 milioni, scegliendo di investire nel territorio non solo con le erogazioni, ma stimolando iniziative di impact investment.

In questo scenario il ruolo di Equiter, forte della sua esperienza nei settori degli investimenti e dell’advisory finanziario, sarà quello di promuovere nuove iniziative per lo sviluppo del territorio con un impatto a medio-lungo termine. Il ricorso alla finanza di impatto, infatti, potrà attivare un effetto moltiplicatore nelle aree di investimento ritenute strategiche quali le infrastrutture per la mobilità, l’innovazione tecnologica e organizzativa, l’erogazione dei servizi alle persone e le tematiche connesse all’industria 4.0.

La strutturale carenza di infrastrutture in Italia, il crollo dei rendimenti a lungo termine e il progressivo ridimensionamento dell’erogazione a “fondo perduto” da parte delle Fondazioni Bancarie a favore di una logica di sostenibilità finanziaria dei progetti, rappresentano una grande opportunità per investire nel futuro di cui Equiter, insieme a Compagnia di San Paolo, vuole essere parte attiva.

La finanza che include: investimenti a impatto sociale per una nuova economia

Il rapporto è la sintesi del lavoro svolto dall’Advisory Board italiano della Social Impact Investment Taskforce (SIIT) che ha aggregato per due anni oltre 100 esperti del settore e contiene un’analisi articolata dell’ecosistema dell’impact investing in Italia.

Il rapporto è stato presentato alla Camera dei deputati, nell’Aula del Palazzo dei Gruppi parlamentari nel settembre 2014, in contemporanea con il rapporto internazionale e con i rapporti degli altri Paesi membri della Social Impact Investment Taskforce.